Nel 2026 le aziende possono finanziare lo sviluppo dellce competenze AI e digitali dei dipendenti utilizzando una combinazione di fondi interprofessionali, voucher regionali e strumenti nazionali, riducendo drasticamente – fino ad azzerare in alcuni casi – i costi della formazione.
La vera differenza non sta però nell’accesso ai fondi, ma nella capacità di scegliere quali competenze sviluppare, con quale strumento e per quali ruoli aziendali.
Upskilling e reskilling nel 2026: cosa cambia davvero con l’AI
Nel contesto attuale, distinguere tra upskilling e reskilling è fondamentale per investire in modo efficace.
Upskilling significa potenziare le competenze esistenti, ad esempio formare un impiegato amministrativo sull’uso di strumenti di AI generativa per automatizzare attività ripetitive.
Reskilling, invece, implica un cambiamento più profondo: riqualificare una risorsa verso un nuovo ruolo, ad esempio trasformare un operatore tradizionale in un tecnico capace di gestire processi digitalizzati o sistemi data-driven.
Per le imprese, il punto non è scegliere tra le due opzioni, ma integrarle in una strategia coerente, partendo dai ruoli più esposti alla trasformazione.
Quali competenze AI e digitali finanziare (prima di tutto)
Non tutte le competenze hanno lo stesso impatto né la stessa priorità. Nel 2026 le aziende più strutturate stanno concentrando gli investimenti su tre aree chiave:
- Competenze operative sull’AI
Utilizzo concreto di strumenti di intelligenza artificiale (AI generativa, automazione, analisi dati) nei processi aziendali. - Competenze digitali di processo
Digitalizzazione dei flussi di lavoro, gestione documentale, integrazione software, logiche Industria 4.0. - Competenze trasversali e organizzative
Problem solving, gestione del cambiamento, capacità di lavorare in ambienti digitalizzati.
Questa tripartizione consente di costruire piani formativi finanziabili e coerenti con gli obiettivi aziendali, evitando dispersioni.
Come finanziare la formazione AI nel 2026
Le imprese lombarde possono contare su tre canali principali, da utilizzare in modo complementare.
Fondi interprofessionali: la base strutturale
I fondi interprofessionali, istituiti dalla Legge 388/2000, rappresentano il primo strumento da attivare. Permettono di finanziare piani formativi aziendali attraverso:
- Conto Formazione, basato sullo 0,30% dei contributi INPS
- Avvisi del Conto di Sistema, spesso dedicati a innovazione e digitalizzazione
Nel 2026 diversi fondi (come Fondimpresa) hanno attivato linee specifiche sull’intelligenza artificiale, rendendoli particolarmente adatti per percorsi strutturati di upskilling.
Quando usarli:
- per piani formativi ampi e continuativi
- per coinvolgere più lavoratori
- per integrare competenze tecniche e organizzative
Voucher regionali Lombardia: formazione mirata e veloce
In Lombardia, i voucher formativi rappresentano uno strumento operativo molto efficace, soprattutto per interventi mirati.
Nel 2026 risultano particolarmente rilevanti:
- Voucher FESR per competenze nella transizione industriale e sostenibilità
- strumenti FSE+ (con alcune linee già esaurite o a disponibilità limitata)
Caratteristiche principali:
- contributi fino a circa 4.000 euro per lavoratore
- procedura a sportello
- focus su digitalizzazione, innovazione e sostenibilità
Quando usarli:
- per formare figure chiave su competenze specifiche
- per interventi rapidi e verticali
- in integrazione con fondi interprofessionali
Fondo Nuove Competenze: quando è attivabile
Il Fondo Nuove Competenze (gestito dal Ministero del Lavoro e ANPAL) continua a rappresentare uno strumento rilevante, anche nel 2026, ma con logiche di accesso legate a specifiche finestre.
Consente di finanziare:
- il costo del lavoro durante le ore di formazione
- percorsi di reskilling legati a cambiamenti organizzativi
Quando usarlo:
- in caso di trasformazioni aziendali significative
- per progetti di reskilling strutturati
- quando sono aperte le finestre di accesso
Per approfondire come strutturare un piano efficace, puoi esplorare i nostri servizi dedicati alla formazione finanziata per le imprese.
De minimis e cumulabilità: cosa verificare prima di partire
Molti strumenti operano in regime de minimis, che prevede un limite massimo di aiuti pubblici ricevibili in tre anni.
Prima di attivare un piano formativo, è fondamentale verificare:
- plafond disponibile nel Registro Nazionale Aiuti
- compatibilità tra strumenti (voucher + fondi interprofessionali)
- corretta imputazione delle spese
Una pianificazione errata può ridurre il contributo o bloccare l’accesso ai fondi.
Come scegliere lo strumento giusto
Non esiste una soluzione unica. La scelta dipende da tre variabili principali:
- Obiettivo formativo
Upskilling leggero o reskilling profondo? - Target aziendale
Quanti lavoratori coinvolgere e con quali ruoli? - Tempistiche e budget
Intervento rapido o piano strutturato?
Nella pratica, le aziende più efficienti adottano un approccio integrato:
- fondi interprofessionali per la base formativa
- voucher regionali per competenze specifiche
- eventuali strumenti nazionali per progetti complessi
Se vuoi valutare quali strumenti sono realmente attivabili per la tua azienda, puoi contattare il nostro team per un’analisi tecnica preliminare.
Gli errori più comuni da evitare
Molte aziende non sfruttano pienamente la formazione finanziata per errori ricorrenti:
- scegliere i corsi prima di definire il fabbisogno
- non verificare il regime de minimis
- sottovalutare la fase di progettazione
- gestire in modo approssimativo la documentazione
Nel 2026, con controlli più stringenti, la qualità della gestione amministrativa è diventata un fattore critico.
Il ruolo di un partner nella gestione della formazione finanziata
Accedere ai fondi è solo una parte del processo. Le aziende hanno bisogno di un supporto strutturato che includa:
- analisi del fabbisogno formativo
- progettazione dei piani
- scelta del canale di finanziamento
- gestione amministrativa e rendicontazione
Informattiva: il partner per la formazione finanziata delle imprese lombarde
Informattiva Srl è un ente accreditato in Regione Lombardia per i Servizi al Lavoro e per l’Istruzione e Formazione Professionale. Da anni affianchiamo le aziende nell’accesso e nella gestione di strumenti di formazione finanziata, fondi interprofessionali e bandi regionali, con un supporto tecnico completo.
Operiamo come partner HR per le imprese che vogliono trasformare la formazione in una leva strategica di crescita. Ci occupiamo di analisi del fabbisogno, progettazione dei piani formativi, gestione amministrativa e rendicontazione, garantendo conformità normativa e controllo dei processi.
Accanto alla formazione finanziata, supportiamo le aziende nella formazione apprendisti, sviluppo delle competenze manageriali, percorsi di team building e progetti di crescita organizzativa, con un approccio strutturato e orientato ai risultati.
Se la tua azienda opera in Lombardia e desidera valutare quali strumenti sono attivabili, il nostro team può fornirti un’analisi tecnica preliminare e personalizzata.









